Soluzione Group - Food Talk con Alice Galli

SCOIATTOLO: PRIMA DI COMUNICARE ALL’ESTERNO È NECESSARIO LAVORARE SULL’INTERNAL BRANDING

SCOIATTOLO
Scoiattolo è un’azienda familiare italiana (varesina) specializzata nella produzione di pasta fresca ripiena e liscia. Da oltre 40 anni e tre generazioni unisce la cura e il saper fare artigianale delle origini alla capacità di esplorare e innovare, portando sui banchi dei supermercati italiani e di tutto il mondo un prodotto goloso, autentico e in continua evoluzione, capace di celebrare la meraviglia della pasta fresca.

L’azienda produce sia a proprio marchio che in Private Label per diverse insegne italiane ed estere, facendo della qualità, del gusto, della ricercatezza e dell’innovazione i propri punti di forza. Un “Raviolificio di famiglia” tra i leader del settore, che cresce con ambizione, studio e visione, per rendere la pasta fresca qualcosa di straordinario, ogni giorno.

ALICE GALLI

Alice Galli è Marketing & Communication Director di Scoiattolo da quasi 10 anni, dopo una laurea in Filosofia all’Università degli Studi di Milano e diversi corsi di specializzazione. Inizia Il suo percorso professionale nel 2012 all’interno del Raviolificio, affiancando l’attuale Direttore Generale, con il quale crea un ufficio marketing interno, per rispondere al meglio a tutte le esigenze emergenti e strategiche. Le crescenti competenze di comunicazione in ambito food, la portano oggi ad occuparsi con passione della definizione e dell’attuazione delle strategie di comunicazione, branding e marketing. Alice Galli oggi guida, insieme al Team Comunicazione a quello Commerciale, il posizionamento della marca sul mercato e ne cura l’identità narrativa, per supportare gli obiettivi commerciali e istituzionali e rafforzare la presenza online e offline. Per lei comunicare non è solo raccontare: è creare connessioni, generare fiducia e trasformare una visione in esperienza, con cura.

SCOIATTOLO: PRIMA DI COMUNICARE ALL’ESTERNO È NECESSARIO LAVORARE SULL’INTERNAL BRANDING

Alice Galli, mktg manager: “Se è vero che il marketing serve a vendere, è altrettanto vero che i contenuti devono essere autentici

Per iniziare, una domanda alla manager, a prescindere dall’azienda in cui lavora: come vede il marketing alimentare del prossimo futuro? Cambierà qualcosa rispetto al passato? Cosa?

È sempre interessante provare a capire cosa succederà in futuro e misurarsi con nuove sfide. Nella mia esperienza ho visto un’evoluzione che mi lascia pensare che ci sia bisogno di più consapevolezza interna nelle aziende, da trasferire poi al consumatore. L’autenticità comporta responsabilità e immediatezza: se è vero che il marketing serve a vendere, è altrettanto vero che i contenuti deve essere autentici. Oggi il marketing deve veicolare una conoscenza più profonda del prodotto, ma anche gli aspetti collaterali, ciò che sta dietro fino ai materiali utilizzati per il packaging e al supporto che l’azienda offre a iniziative dove il food è al centro, come gli eventi territoriali che creino vicinanza ai consumatori.

Educare il consumatore, quindi, è essenziale, soprattutto in un’azienda come lo Scoiattolo, storica e famigliare, dove l’aspetto di cura alla persona è insita nelle dinamiche e deve essere pensata, sempre. Ogni strumento va usato in questa logica, anche l’AI, che molti demonizzano: se sfruttata dal punto di vista valoriale, diventa utile. Noi, ad esempio, la stiamo usando per prototipare, agevolando i flussi relativi al processo di rebranding.

In questo panorama, la comunicazione di un’azienda food che ruolo ha e come si deve evolvere per essere efficace? Su cosa deve puntare maggiormente: i prodotti, i valori aziendali, la sostenibilità, oppure altro?

Per rispondere a questa domanda bisogna partire da un’analisi profonda degli obiettivi dell’azienda ma, prima ancora, capire quali sono i valori e gli elementi di autenticità che caratterizzano la marca. I valori aziendali sono il dna e devono essere caratterizzanti del prodotto. La tensione evolutiva di un’azienda, a mio parere, si basa sì sull’ascolto del mercato, ma senza snaturare ciò che definisce il brand.

La pasta fresca è di per sé un prodotto vivo, che evoca sensazioni positive. È un comfort food che, nella sua essenza tradizionale, sa essere contemporaneo. Questo mi porta a dire che il prodotto, unito ai valori, sono il focus su cu comunicare.

Per quanto riguarda la Sostenibilità, avete un progetto peculiare e come lo comunicate?

Abbiamo un approccio molto onesto su questo. Stiamo finalizzando lo stabilimento nuovo, realizzato con pannellature fotocatalitiche che neutralizzano l’anidride carbonica emessa all’attività umana. Pensi che corrispondono alla piantumazione di ben 360 piante. Lo abbiamo comunicato attraverso il nostro ufficio stampa, rivolgendoci a riviste che trattano anche questi argomenti, non solo food.

Credo che la relazione fisica sia essenziale: per questo vorremmo aprire il nuovo stabilimento al territorio per un racconto diretto. Ovviamente sarà oggetto di narrazione anche sui social e nel quarto bilancio di sostenibilità, redatto su base volontaria. Un investimento che diventa valore aggiunto anche per i clienti perché dimostra che non ci accontentiamo.

C’è una case history rappresentativa di un aspetto peculiare della comunicazione?

La risposta potremo averla tra qualche mese, quando il lavoro del rebranding, messo a banco in questi giorni, darà i suoi frutti. Per la prima volta vediamo un pack che ci rappresenta davvero. Lo stesso vale per il logo: ci ritroviamo pienamente in quello nuovo e ne sono fiera. Riprende un lettering fatto 30 anni fa dalla proprietà, che abbiamo scoperto essere ancora efficace, ma che doveva solo essere modernizzato. Il pay off, “Raviolificio di famiglia”, ci racconta alla perfezione. Funzionerà perché abbiamo dato valore al brand: le persone devono sapere che chi sceglie Scoiattolo sceglie il meglio, ma anche una storia.

Quali sono i canali di comunicazione che privilegiate? Come li usate?

In generale utilizziamo social mirati per geolocalizzazione e obiettivi specifici in base alle aree che vogliamo interessare. Stiamo sperimentando lo streaming con investimenti molto mirati e una campagna stampa offline e online, sia b2b che b2c. Il digital lo usiamo, ma abbiamo intensificato il marketing territoriale attraverso la partecipazione e il supporto a eventi e manifestazioni locali.

Importantissimo, inoltre, è l’internal branding, attività a cui stiamo dando molto spazio. Infine le fiere: esportiamo per il 70%, quindi sono ancora uno strumento valido.

Come social siamo su Facebook, Instagram, LinkedIn ed entro l’anno approderemo anche su Tik Tok con contenuti dedicati, freschi e immediati.